No alla vivisezione. “Parte in Causa” aderisce all’Animal Liberation Day del 28 aprile a Roma

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La necessità, ormai inderogabile, di sviluppare e utilizzare forme alternative di sperimentazione che non facciano in alcun modo uso di animali porterà anche quest’anno, come già avvenuto lo scorso 16 giugno, migliaia di persone a manifestare nella capitale per chiedere che venga finalmente posta una fine alla pratica barbara, violenta e disumana della vivisezione. Il prossimo 28 aprile, infatti, si svolgerà a Roma una grande marcia organizzata da Animal Amnesty e Coordinamento Antispecista per chiedere la fine della vivisezione e per celebrare una data storica per il movimento in difesa dei diritti animali.  

La scelta della data non è casuale. In quella stessa giornata dello scorso anno, infatti, un evento epocale cambiò per sempre la percezione dell’opinione pubblica riguardo a ciò che avviene dentro le mura ben protette di allevamenti, laboratori e stabulari dove si impiegano animali a fini di ricerca scientifica. Alcuni attivisti che partecipavano a una manifestazione contro la vivisezione organizzata nei pressi dell’allevamento Green Hill di Montichiari riuscirono, a volto scoperto e senza esercitare alcuna violenza nei confronti delle forze dell’ordine o delle strutture coinvolte, a liberare diverse decine di cani beagle che erano rinchiusi nell’allevamento in attesa di essere ceduti ai laboratori che li avrebbero impiegati come materiale da test.

Le foto dei cuccioli, che braccia amorevoli sollevavano oltre il lugubre filo spinato della loro prigione per consegnarli alla libertà, hanno fatto il giro del mondo e hanno smosso anche le coscienze di chi fino a quel momento non aveva ancora percepito l’enorme carico di sofferenza che si nasconde dietro l’asettico mondo della ricerca scientifica che fa uso di animali. 

Da quel giorno e anche grazie a quell’evento il dibattito sulla liceità della sperimentazione animale ha ricevuto uno stimolo notevole, in Italia e non solo. L’allevamento di Green Hill, già oggetto di varie denunce, è stato in seguito posto sotto sequestro per il riscontro di numerose e gravi irregolarità nelle modalità di detenzione dei cani, i quali sono stati liberati e dati in affidamento a privati.

La battaglia anti-vivisezionista è poi proseguita lungo direttrici diverse e complementari, portando a un’altra recente vittoria lo scorso marzo, quando lo stabilimento della Menarini di Pomezia si è visto costretto a liberare otto beagle che l’azienda stessa aveva ordinato dal Belgio in seguito alle richieste e pressioni di varie associazioni animaliste e antispeciste.

La sperimentazione animale non ha e non deve avere giustificazione e legittimazione alcuna all’interno di una società che voglia definirsi civile. Per fortuna stiamo assistendo a una crescente messa in discussione di questa pratica da parte di porzioni sempre più consistenti della società civile e da parte di membri della stessa comunità di ricercatori e scienziati; tutti chiedono a gran voce metodi avanzati e incruenti che rendano la ricerca scientifica meritevole di questo nome e, pertanto, non disponibile a tradursi in barbarie.

Per questi motivi “Parte in Causa” aderisce con entusiasmo alla manifestazione nazionale del 28 aprile a Roma. Sfileremo pacificamente accanto a migliaia di altri manifestanti per ribadire con forza che un’altra ricerca scientifica è possibile.

 

 

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