“Nulla da obiettare?” La campagna di “Parte in Causa” per il rispetto della legge 413/1993

Qualche giorno fa l’Associazione Radicale Antispecista “Parte in Causa” ha inviato a Presidi e Direttori di 11 facoltà e istituti di ricerca romani una lettera di diffida per chiedere l’applicazione  della legge 413/1993, “Norme sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale”; già due di essi hanno risposto, impegnandosi, come loro richiesto, a far fronte entro 30 giorni alla situazione di illegalità dell’istituzione che rappresentano.

Ha così preso avvio “Nulla da obiettare?”, campagna di iniziativa legale con cui Parte in Causa intende far sì che in Italia sia effettivamente garantito agli studenti e ai ricercatori il diritto di esercitare obiezione di coscienza alla sperimentazione animale: tale diritto, reso esplicito nel 1993 da una p.d.l. presentata dai Verdi in Parlamento ed approvata quasi all’unanimità in Commissione dopo un iter brevissimo, è da sempre vittima di un tacito ostruzionismo delle Università italiane e costantemente calpestato dalla stragrande maggioranza di esse[i].

In particolare, “la massima pubblicità del diritto”, un obbligo che la legge stessa prevede, non è quasi mai assicurata, con la prevedibile conseguenza che la stragrande maggioranza degli studenti e dei ricercatori semplicemente non è a conoscenza della sua esistenza; né sono predisposti i moduli da presentare per dichiarare obiezione.

Al primo atto della campagna, limitato al monitoraggio degli atenei romani, seguirà il suo ampliamento a tutti gli atenei e istituti di ricerca presenti sul territorio nazionale. E’ giunta l’ora che le università italiane pongano termine a una situazione di persistente illegalità non più tollerabile, e assicurino finalmente allo studente un diritto inalienabile che è diretta emanazione della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo e del Patto internazionale relativo ai diritti civili e politici, testi ai quali la legge n. 413 del 1993 fa esplicito riferimento intendendone fornire una concreta applicazione. E’ parimenti giunta l’ora che il dogma scientista dell’insostituibilità della sperimentazione animale cominci a essere messo in discussione attraverso l’offerta di massima tutela giuridica a chi, nel pieno e legittimo esercizio della propria libertà di coscienza, decida di opporvi rifiuto.

Maria Giovanna Devetag
segretaria di Parte in Causa
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[i] L’applicazione della l. 143/1993 è dettagliatamente analizzata nel “Rapporto sull’ostruzionismo dell’università italiana alla legge sull’obiezione di coscienza alla vivisezione” (Chierici/ Mamone Capria, Fondazione Hans Ruesch, 2012).

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