Azione (non-violenta) e reazione (mistificatoria)

Una riflessione sull’occupazione del Dipartimento di Farmacologia e sulla propaganda mistificatoria dei sostenitori della sperimentazione su animaliImmagine

Si è già detto molto sull’azione delle tre attiviste e dei due attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill che, nella giornata di apertura della settimana internazionale per gli animali da laboratorio, sabato 20 aprile, hanno occupato con un’azione non-violenta il quarto piano del Dipartimento di Farmacologia dell’Università degli Studi di Milano, riuscendo ad ottenere la liberazione di centinaia di topi e di un coniglio detenuti nello stabile e sottoposti ad esperimenti.

Ci sarebbe ancora molto da dire su questa azione. Ma, per commentare, credo che basti semplicemente una parola: fantastico! Appena un anno fa avanzai alcune perplessità sulla campagna contro Green Hill [1], ma dopo gli sviluppi degli ultimi mesi (e alcune riflessioni personali più generali) non posso che riconoscere l’indubbio merito che questa campagna ha avuto nell’avanzata del movimento contro la sperimentazione su animali (SA). E, con ogni probabilità, questa stessa emozionante azione non si sarebbe mai realizzata senza gli avvenimenti dei mesi scorsi.

Vorrei solo aggiungere qualche parola, non sull’azione, ma sull’inevitabile reazione che ne è seguita. Gli sperimentatori e i sostenitori della SA sono rimasti evidentemente stupiti da questa azione. Non solo perchè si tratta di un evento senza precedenti nella storia del movimento di liberazione animale, che ha affrontato con un atto diretto e pubblico le loro pretese di disporre di vite senzienti come fossero oggetti, ma perché il tutto si è svolto in modo assolutamente non-violento.

Non si sono visti ignoti vestiti in completi neri e con un minaccioso passamontagna a celarne il volto: l’azione è stata coraggiosamente compiuta dagli attivisti a volto scoperto – e nella piena consapevolezza dei rischi legali che dovranno affrontare. Non sono state compiute azioni distruttive di alcun genere. Nè sono stati commessi atti illegali sconsiderati: la documentazione che è stata portata via è un materiale estremamente prezioso per fare luce sulla verità tenacemente occultata di questi luoghi.

Cosicchè gli sperimentatori e i sostenitori della SA sono rimasti senza parole. Letteralmente. Certo, hanno esibito con gran solerzia gli argomenti standard come da protocollo (la necessità della SA per l’avanzamento della scienza medica, l’assoluto rispetto delle norme, la coscienziosa attenzione per gli animali, ecc.),  ma non avevano stanze distrutte, scritte con spray sui muri, auto in fiamme, per parlare diterrorismo. E questo è per loro intollerabile: come è possibile che questi “fanatici” abbiano agito senza distruggere nulla? È intollerabile perché l’azione non-violenta di questi cinque attivisti non è funzionale alla loro propaganda, che intende presentare gli animalisti come individui fanatici, violenti, spinti da sentimenti antiumani. In una parola: nemici del pubblico.

Cosicchè i sostenitori della SA hanno dovuto ricorrere alla scaltra arte dellamistificazione. Dimostrando apertamente quanto bisogna scendere in basso per sostenere una pratica crudele come la SA. Tutto ciò non sorprende, ma credo sia utile parlarne un po’.

Gli attivisti mentre preparano le scatole per accogliere gli animali.

Due attiviste mentre preparano le scatole per accogliere gli animali: vandalismo?

Fin dal primo giorno, a poche ore dall’evento, nella pagina Facebook del gruppo Resistenza Razionalista (gruppo strettamente collegato a Pro-Test Italia, la principale associazione italiana a favore della SA [2]) ha pubblicato una foto scattata dagli attivisti presentandola come una chiara prova di vandalismo, del «casino che stanno combinando gli animalisti», lamentandosi che «in un paese normale le forze dell’ordine avrebbero già sfondato e manganellato a sangue» (il corsivo è mio) [» screenshot]. Ma la foto non ritraeva altro che due attiviste chinate a preparare le scatole, sparse a terra nei locali occupati, per accogliere gli animali e portarli fuori. Non c’è alcun segno che potrebbe far sospettare a una mente lucida danni a cose o atti vandalici di altro genere.

Sulla stessa pagina, dopo qualche giorno, appare un altro post simile. Dopo l’azione degli attivisti, alcuni sperimentatori del Dipartimento di Farmacologia hanno diffuso foto in cui si vedono le gabbie aperte e lasciate sparse sul pavimento, mostrandole come «testimonianze della devastazione» [» foto]. Eppure le foto non mostrano gabbie distrutte, né strumentazioni fatte a pezzi, né vetri rotti. Semplicemente, si vede ciò che ci si aspetterebbe di vedere: gabbie aperte e lasciate sul pavimento. E questa è devastazione?

Eppure questo stesso gruppo ripetutamente denuncia la propaganda animalista sostenendo che per condannare la SA si servirebbe costantemente di foto ingannevoli o presentate con descrizioni fuorvianti. In realtà, le foto che mostrano come evidenza di questo “inganno” sono per lo più foto diffuse su Facebook da alcuni utenti animalisti. Potrebbe trattarsi anche della nonna Granny: ma per i membri di Resistenza Razionalista questo sarebbe più che sufficiente per parlare di «propaganda della lobby animalista» (!!!). Malgrado ciò, non hanno però alcuno scrupolo ad usare affermazioni mistificatorie sulla loro stessa pagina ufficiale Facebook.

Affermazioni mistificatorie sono apparse anche nei comunicati e in articoli delle associazioni pro-SA. Secondo l’Associazione Nazionale Biotecnologi Italiani (ANBI), «con l’intento di impedire lesioni alle persone coinvolte, i docenti universitari responsabili hanno avviato una lunga e laboriosa trattativa» [3] – un quadro di una tipica contrattazione con terroristi con cappuccio e armati con mitra per il rilascio di ostaggio. Pro-Test Italia parla invece di «atto vandalico», «folli terroristi», «estremisti […] dentro la struttura a fare danni» [4].

Anche alcune riviste e quotidiani, con toni apertamente faziosi, si sono prodigati in distorsioni linguistiche e artifici retorici atti a negare il gesto non-violento dell’azione. Secondo Wired.it non si è trattato di un’occupazione pacifica, ma di un «assalto» [dal dizionario online Treccani: Assalto: Azione di attacco violento e per lo più armato contro persone o luoghi, come episodio di un combattimento o come atto di aggressione (a scopo di rapina, di uccisione, di ferimento, ecc.)], di un’«incursione» [Incursione: Scorreria rapida e violenta di gente armata], di un «attacco» [Attacco: Assalto con forze militari, azione offensiva svolta decisamente, con impeto e grande impiego di forze allo scopo di sopraffare e disorganizzare il nemico] [5].

Anmvi Oggi parla invece di un’«irruzione» [Irruzione: Movimento impetuoso di persone o di cose che entrano o s’abbattono con violenza in un luogo] [6]. SuQualcosa di sinistra si è parlato più esplicitamente di «attentato terroristico» [Terrorismo: L’uso di violenza illegittima, finalizzata a incutere terrore nei membri di una collettività organizzata e a destabilizzarne o restaurarne l’ordine, mediante azioni quali attentati, rapimenti, dirottamenti di aerei e sim.] [7], affermando con decisione che «l’episodio di Milano non è disobbedienza civile» [Disobbedienza civile: Ogni atto di resistenza passiva alle leggi dello stato, o di un governo, in genere non violenta (atti di boicottaggio, rifiuto del pagamento delle imposte, mancata applicazione di ordini, ecc.)] [8].

Stesso tono nelle dichiarazioni rilasciate da alcuni sostenitori della SA. Una portavoce di Pro-Test Italia parla anch’essa di «incursione» [9]. Uno sperimentatore si lamenta sostenendo che «nessuno abbia fatto niente per impedire che questi animalisti entrassero e rubassero animali» [6]. Uno dei manifestanti pro-SA riunitisi davanti all’università il giorno dopo l’azione, ha dichiarato: «temo che possa succedere anche a me, temo per il mio lavoro e la mia incolumità» – un’affermazione che intende chiaramente suggerire che durante l’azione siano stati commessi atti di violenza fisica [6]. Un altro manifestante, in un lungo articolo su OMG! Science!, parla invece di «un altro episodio di violenza e vandalismo che è passato impunito» [10].

Questi sono solo alcuni dei segni lasciati dalla propaganda mistificatoria pro-SA. Ovviamente non ho passato in rassegna tutto il materiale che è stato prodotto su questo episodio. Ma in tutto questo gran parlare di violenza, vandalismo e terrorismo, in tutte queste menzogne, c’è un silenzio assordante sui protagonisti che hanno dato vita a tutto questo: gli animali usati nei laboratori – animali come esseri senzienti e non come strumenti da laboratorio per ricerche su malattie e quant’altro. L’azione dei cinque attivisti non era solo mirata a diffondere materiale documentativo sulle condizioni degli animali usati in questi luoghi, ma anche a scatenare una forte reazione per ottenere un dibattito pubblico e aperto sull’uso degli animali nei laboratori – sul preteso diritto a sottoporre esseri senzienti a sofferenze deliberate.

È in questo senso che l’azione ha avuto un pieno successo. Sono bastati solo cinque attivisti per scatenare proteste in piazza pro-SA, articoli sui giornali, servizi televisivi sui principali TG nazionali, interviste a sperimentatori e professori universitari, e un nevrotico vaneggiare dei pro-SA sul web. Come scrivono sulla propria pagina Facebook gli attivisti del Coordinamento Fermare Green Hill: «I ricercatori sono sulla difensiva».

Quando chi ha il potere passa dal silenzio alla difensiva, sta perdendo il potere. Sta per cedere. Solo quando chi ha il potere si rende conto di iniziare a perdere il potere, sarà disposto a confrontarsi. Noi vogliamo un dibattito. Vogliamo il dialogo. Non il silenzio. Non menzogne sulla vita degli animali. Vogliamo che il pubblico siainformato su ciò che accade agli animali in questi luoghi censurati alla coscienza collettiva.

L’azione dei cinque attivisti è stata un’azione densa di sentimenti umani diversi espressi in forma fisica, attraverso l’uso del proprio corpo, in un atto di disobbedienza civile. È stata una protesta pubblica contro una pratica sociale crudele e moralmente illegittima. È stata un affronto, una sfida, a quelle istituzioni e a quelle persone che sono direttamente coinvolte in questa pratica e che, di fatto, la rendono possibile.

È stata anche l’espressione pacifica di una rabbia empatica profonda e dirompente. E un’azione incredibilmente carica di energia. Un’energia sapientemente diretta e non dissipata in insulti e punti esclamativi diretti a sconosciuti su un monitor. E dimostra che quando la lotta viene svolta con metodi non-violenti, l’oppressore non ha materiale per attaccare, ed è costretto a ricorrere alla debole retorica della mistificazione.

Se le accuse di violenza, vandalismo e terrorismo sono state tentate anche in questa situazione, nonostante l’evidenza del contrario, è solo perchè ancora sussiste nel pubblico l’idea di un animalismo violento e fanatico. Quanto più noi animalisti saremo in grado di comportarci in maniera più conciliante, amichevole, umile, usando la nostra rabbia empatica per azioni più produttive, più efficaci per la liberazione animale, allora potremmo davvero sperare di ottenere il consenso del pubblico. Dobbiamo essere consapevoli che ogni volta che ci mostriamo con atteggiamenti aggressivi, stiamo fornendo materiale alla propaganda dei detrattori dell’animalismo. Stiamo sabotando la riuscita di azioni come quella di questi attivisti – stiamo sabotando il nostro sogno.

Vorrei ricordare l’appello degli attivisti per l’adozione dei topi e per il sostegno economico. In questo momento gli attivisti del coordinamento hanno un estremo bisogno di donazioni sia per le spese per gli animali salvati, sia per le spese legali. Ricordiamoci che queste azioni non potrebbero essere messe in atto se non esistesse un supporto finanziario in grado di garantire agli attivisti una base per affrontare le inevitabili spese a cui vanno incontro.  Per sapere come aiutare gli attivisti vai » qui. Grazie

Riccardo B.

Fonte: http://www.animalstation.it/azione-non-violenta-e-reazione-mistificatoria/ 

 

 

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2 risposte a “Azione (non-violenta) e reazione (mistificatoria)

  1. Sono impressionato dalla qualita’ delle informazioni su questo sito. Ci sono un sacco di buone risorse qui. Sono sicuro che visitero’ di nuovo il vostro blog molto presto.

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