La disobbedienza civile a favore dei diritti degli animali

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traduzione di Silvia Molè 

 

La disobbedienza civile a favore dei diritti degli animali per favorire il cambiamento sociale. 
L’Università di Melbourne ha recentemente lanciato una nuova iniziativa di ricerca: diritti dell’uomo ed etica animale (HRAE), sotto la direzione della professoressa Barbara Creed. I ricercatori Dr Siobhan O’Sullivan e Chiara McCausland spiegano il legame tra i diritti umani, i diritti degli animali, la disobbedienza civile e il cambiamento sociale.

In una giornata altrimenti irrilevante nel 1955, Rosa Parks si rifiutò di cedere il posto su un autobus pubblico. Parks volutamente infranse la legge. Come donna di colore residente in Alabama, era tenuta a tenere il suo posto disponibile per un pendolare bianco. 

Parks non viene ricordata come una criminale. Piuttosto, per la maggior parte, le sue azioni sono viste come un importante atto di disobbedienza civile e una pietra miliare nel movimento per i diritti civili americano.
Atti di disobbedienza civile sono per definizione illegali. Ma perseguono un importante scopo sociale “accendono la discussione, possono provocare cambiamenti di politica, e in generale aiutare la società del progresso.
La disobbedienza civile è distinguibile da altri tipi di comportamenti illegali, perché è coscienziosa, pubblica e fatta con l’intenzione di cambiare la legge. Le persone che commettono atti di disobbedienza civile sono tenute a rispettare determinati standard. Esse non devono essere violente e devono fare appello al comune senso di moralità. Solo quando un’attività illegale rispetta questi standard può essere difesa moralmente e socialmente.
La storia dei diritti umani è punteggiata da questi atti notevoli. I primi sostenitori del suffragio femminile hanno aperto la strada a gruppi come il movimento Occupy Wall Street, che hanno espresso la loro protesta contro la crescente disuguaglianza finanziaria. Più di recente, abbiamo visto l’insorgere di attività di disobbedienza in favore degli animali.
Nel mese di marzo, attivisti animalisti del New South Wales ancora una volta hanno catturato immagini di lavoratori del macello che trattano gli animali in modi sia crudeli sia ampiamente socialmente inaccettabili. In questo caso particolare si colpivano, calpestavano, prendevano a calci e decapitavano dei tacchini.
Dopo il filmato i lavoratori responsabili sono stati licenziati, e la comunità ha ancora una volta discusso i meriti delle telecamere a circuito chiuso obbligatorie nei macelli. Questo ragionevole dibattito pubblico, insieme ad appropriate misure disciplinari, sembra un ottimo risultato.
Eppure alcuni gruppi di agricoltori australiani hanno risposto chiedendo pene più severe per coloro che catturano tali immagini. Gli interessi agricoli negli Stati Uniti hanno preso una posizione ancora più estrema. Gli animalisti sono stati etichettati “terroristi” e le cosiddette leggi “ag gag” cercano pene straordinariamente severe per coloro che catturano e diffondono immagini di crudeltà verso gli animali.
A nostro avviso, l’azione di coloro che hanno ottenuto le immagini di New South Wales soddisfa esattamente i criteri per una accettabile disobbedienza civile . Non è stata violenta, le immagini sono state pubblicizzate direttamente dopo l’evento, ed è stato fatto per l’esplicito scopo di influenzare la politica pubblica.
Le immagini ottenute illegalmente non solo hanno condotto alla modifica del trattamento degli animali in singole aziende, ma hanno anche favorito ampie discussioni pubbliche su come vengono trattati gli animali nelle aziende agricole.
Se le persone non dispongono di informazioni provenienti da tutte le parti coinvolte, sia da parte degli agricoltori, come da quelle che parlano a nome degli animali, non possono decidere autonomamente quali leggi esse dovrebbero sostenere.
E in assenza di un pubblico informato, i politici non possono redigere una legislazione che rifletta accuratamente il punto di vista della società.
Coloro che infrangono la legge mostrando la sofferenza degli animali sanno che le loro azioni sono illegali. E spesso vengono arrestati o multati come risultato. Ma adempiono anche ad uno scopo sociale, che è quello di permettere al resto di noi di farci un’idea di come gli animali vengano trattati in contesti altrimenti invisibili.
Essi consentono alla comunità ad essere parte del dibattito politico e potranno ben essere ricordati in futuro per il loro contributo ad un bene più grande, e non per l’illegalità delle loro azioni.
La disobbedienza civile ha fatto progredire il nostro pensiero sui diritti umani. Non è meno essenziale per il nostro pensiero relativo ai diritti animali.

 

Link all’articolo originale: http://www.theage.com.au/national/education/voice/civil-disobedience-in-support-of-animals-to-progress-social-change-20130510-2jbjy.html

 

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