“ANIMALARI” – Il genocidio intellettuale e il cambiamento di nome

di Silvia Molè 

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I sostenitori delle cause degli animali non umani vengono spesso raggruppati e definiti come “animalari”, un modo spiccio per togliere fondamento scientifico alle acquisizioni della moderna etologia, in genere completamente ignorate a causa della deficitaria informazione nei media italiani e nelle scuole. Il termine, chiaramente dispregiativo, è impiegato sia per reificare gli animali con il fine di permetterne gli abusi sia per accusare di superficiale sentimentalismo coloro che si impegnano sia a livello scientifico che legale che di mera divulgazione in questo contesto. Come la filosofa italiana Franca d’Agostini ha giustamente sottolineato, raramente una fallacia viene da sola, per cui spesso troviamo la combinazione con l’horse laugh (“beh adesso chiameremo l’autoambulanza anche per le formiche”).

Per questo motivo propongo questo magnifico brano vertente sul genocidio intellettuale:

– Genocidio intellettuale, eliminare le nicchie cognitive dell’opposizione –

(da “Filosofia della Violenza”, Lorenzo Magnani, pp 385, 386, Il Melangolo)

(…) il linguaggio scritto e orale è un arnese esattamente come un coltello: non c’è nessuna prova migliore di questo ruolo interpretato dal linguaggio di quella fornita dagli artifici retorici sfruttati dallo Stato Fascista della Mente per ‘uccidere’ ogni opposizione (…). Bollas elenca alcuni dei principali casi più efficaci che eloquentemente considera come strumenti per un possibile genocidio intellettuale, definito come una nuova, reale e importante ‘categoria del crimine’. Un sottoinsieme di questi strumenti consiste in un gruppo di metodologie retoriche che sostanziano quello che Bollas chiama committive genocide: (…) ad hominem, decontestualizzazione del punto di vista dell’oppositore (…), denigrazione (…), caricatura (…), il CAMBIAMENTO DI NOME, come atto di eliminazione dell’identità (kikes per gli ebrei, gooks per i vietnamiti; per due decenni il primo ministro italiano Silvio Berlusconi ha utilizzato in maniera efficace, per quanto fastidiosa, la parola comunista per indicare semplicemente persone democratiche o democristiane, e in cambio è stato soprannominato il nano pelato dai propri avversari, in quanto basso di statura e calvo, in un’amara escalation di insulti). E’ alquanto evidente che queste eliminazioni delle identità salienti e di base preludono alla conseguente eliminazione potenziale di persone e idee dalla scena sociopolitica e nel peggiore dei casi dalla vera e propria comunità dei vivi (…) La categorizzazione (…..) Casi di quello che Bollas chiama omittive genocide si limitano semplicemente ad evitare il riferimento: in questo caso la vita, il lavoro, la cultura di un gruppo o di un individuo n0n sono intenzionalmente neanche menzionati (…)”

 

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3 risposte a ““ANIMALARI” – Il genocidio intellettuale e il cambiamento di nome

  1. “un modo spiccio per togliere fondamento scientifico alle acquisizioni della moderna etologia”? e cosa c’entrano le acquisizioni della moderna etologia con le mode etiche? dal mero fatto zoologico della comune appartenenza alla classe dei mammiferi deriva forse qualcosa come diritti e doveri?

  2. L’etica non coincide con il diritto e, in secondo luogo, mi sembra che le acquisizioni della moderna etologia vadano ben al di là dello stabilire la nostra comune appartenenza alla classe dei mammiferi, cosa che si sapeva già da qualche tempo.

  3. Pingback: Lobby e Associazione | Asinus Novus·

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