Il boicottaggio contro Garattini: alcune considerazioni

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Il Consigliere comunale del Movimento 5 Stelle di Sarzana, Valter Chiappini, ha rivolto al Sindaco dello stesso Comune un pubblico invito ad annullare la presenza dello scienziato Silvio Garattini al Festival della Mente di Sarzana, in appoggio a un’analoga iniziativa popolare partita da alcuni animalisti e diffusa attraverso i social network. Da parte di più persone, compresi alcuni animalisti, si sono sollevate voci critiche sull’iniziativa. Molti hanno sottolineato il fatto che l’intervento di Garattini non riguardi la sperimentazione animale bensì il processo di invecchiamento. Marco Cappato, tesoriere dell’Associazione Luca Coscioni, in un comunicato pubblicato sul sito della medesima, ha parlato apertamente di comportamenti fascisti, sostenendo che «comunque la si pensi sulla sperimentazione animale, operare per eliminare la presenza di un esponente autorevole della comunità scientifica da un pubblico dibattito è un comportamento in perfetto stile fascista». Da parte di Chiappini è giunta una replica francamente imbarazzante. Il Consigliere comunale, infatti, sostiene di avere avanzato quella richiesta con intenti provocatori, sapendo fin dall’inizio che non avrebbe potuto essere accolta in quanto il Comune non figura nemmeno tra gli organizzatori della manifestazione e considerato anche che in ogni caso non ci sarebbero stati i tempi tecnici per approvarla. Il vero scopo della richiesta, secondo Chiappini, era sollecitare il Comune a prendere posizione netta contro la sperimentazione animale e contro la presenza di Garattini al Festival in quanto autorevole sostenitore (benché non certamente l’unico) dell’utilità di tale pratica. Mi chiedo a questo punto che senso abbia avuto l’avanzare una richiesta palesemente antidemocratica e dall’insopportabile sapore censorio, ancora più grave in quanto proveniente da un rappresentante delle istituzioni, sapendo oltre tutto che sarebbe stata giudicata irricevibile come in effetti è avvenuto.

Ritengo tali iniziative innanzitutto da condannare in sé in quanto mirate a ledere un diritto fondamentale in qualsiasi democrazia quale quello di parola, oltre che evidentemente controproducenti in quanto utili solo a fornire facili argomenti a chi ha come unico scopo quello di screditare l’animalismo per evitare di entrare nel merito della sostenibilità etica di una posizione che avalla e legittima l’uso di esseri senzienti come oggetti. Non è certo chiedendo di togliere la parola all’avversario che si combatte la mentalità antropocentrica che sostiene pratiche come la sperimentazione animale, bensì esprimendo il proprio dissenso, anche aspramente, in tutte le forme nonviolente e democratiche consentite, chiedendo un confronto paritario e pubblico e stigmatizzando chi vi si sottrae, come nell’occasione del dibattito in programma all’Università Statale di Milano tra ricercatori e attivisti, poi annullato dagli stessi ricercatori con motivazioni risibili che per fortuna qualcuno si è preso la briga di denunciare pubblicamente (si veda l’articolo di Serena Contardi: http://asinusnovus.wordpress.com/2013/05/21/annullamento-della-conferenza-sulla-sperimentazione-animale-in-statale-vediamoci-chiaro/ )

Spicca, tra questi tentativi di gettare discredito sull’intero movimento antivivisezionista cercando in questo modo di oscurarne le profonde motivazioni etiche e politiche, l’intervento odierno di Maria Antonietta Farina Coscioni sul sito dell’associazione omonima (e leggibile a questo link: http://associazionelucacoscioni.it/comunicato/caso-garattini-farina-coscioni-venga-ad-aprire-e-presenziare-i-lavori-del-nostro ); un intervento nel quale l’ex deputata se la prende, al solito, un po’ con tutti, mettendo nello stesso calderone l’azione di boicottaggio a Garattini (sulla quale, come detto, l’opinione degli animalisti è tutt’altro che unanime), episodi di intolleranza e violenza verbale diretta a singoli ricercatori dai quali una parte del movimento antispecista da tempo si dissocia nettamente e pubblicamente (si veda a puro titolo di esempio il comunicato di “Parte in Causa” del 3/6/2013 in cui si prendevano le distanze dall’azione di contestazione messa in atto dal gruppo “100% animalisti” alla manifestazione di Pro-test Italia), la circolazione in rete di foto taroccate e un’azione di autentica disobbedienza civile quale la liberazione delle cavie rinchiuse nel Dipartimento di Farmacologia dell’Università di Milano, definita dalla Coscioni “illegale e violenta”. Spiace dover constatare come proprio una radicale finga di non sapere che la disobbedienza civile, per definizione, implica il compiere un’azione illegale. Quanto al suo carattere violento, ricordo ancora una volta che gli attivisti hanno agito a volto scoperto, non hanno danneggiato alcuna struttura, hanno usato esclusivamente i loro stessi corpi come “arma” nonviolenta per impedire alle autorità di fare irruzione nello stabile, e una volta portati fuori gli animali, si sono diligentemente consegnati alle autorità per il riconoscimento.

Ora la Coscioni invita a fare fronte comune contro l’orda dei “barbari” retrogradi e antiscientifici, invitando Garattini a presenziare all’apertura dei lavori dell’imminente congresso dell’Associazione Coscioni in programma a fine settembre. Possiamo già immaginare – ma speriamo di sbagliarci – quale sarà il tono degli interventi, che non mancheranno di rimarcare quanto gli animalisti (tutti!) siano violenti e intolleranti e quanto i ricercatori siano il baluardo posto a difesa della libertà di ricerca contro l’oscurantismo medievale (la retorica del “medioevo oscurantista” è da sempre tra le preferite dell’ex Onorevole per dipingere chiunque si rifiuti di aderire acriticamente allo scientismo, che molto poco ha a che vedere con la scienza trattandosi di posizione squisitamente ideologica), evitando per l’ennesima volta di discutere il merito delle motivazioni.

Se l’associazione Coscioni è davvero aperta al confronto democratico come sostiene di essere su di un tema così delicato e cruciale come quello della sperimentazione sugli animali, e se davvero non vi è mala fede in questa continua distorsione e stereotipizzazione negativa di un movimento che ha profonde radici filosofiche, etiche, politiche e scientifiche, oltre che nella cultura della nonviolenza, mi permetto di suggerire che sarebbe davvero un bel passo in avanti se, oltre a Garattini, l’associazione Coscioni invitasse a parlare anche qualche altro scienziato. Non uno scienziato antivivisezionista (o non solo) bensì, ad esempio, un etologo cognitivo che possa spiegare finalmente, se mai ce ne fosse bisogno, che non abbiamo alcuna ragione al mondo (se non l’avvalerci della legge del più forte) per sentirci così diversi dagli altri animali che quotidianamente sfruttiamo e sterminiamo a milioni. 

Maria Giovanna Devetag 

 

 

 

 

 

 

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5 risposte a “Il boicottaggio contro Garattini: alcune considerazioni

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