Prosegue la campagna “Nulla da obiettare?” Spedite nuove lettere di diffida a presidi di facoltà e direttori di dipartimento

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La campagna “Nulla da obiettare?” per il rispetto e la piena applicazione della legge 413 sull’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale, lanciata da Parte in Causa nell’aprile 2013 e iniziata con il monitoraggio degli atenei e istituti di ricerca della Capitale, prosegue con il controllo dei siti internet delle facoltà e dipartimenti legittimati a praticare sperimentazione animale in tutti i principali atenei d’Italia. Sono stati finora ispezionati circa 90 siti internet di scuole, dipartimenti, facoltà e istituti di ricerca universitari in Lombardia, Liguria, Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Veneto, Friuli-Venezia Giulia, Molise, Campania. A seguito del monitoraggio è stata inviata una nuova serie di diffide, che seguono a quelle già inviate agli istituti di Roma e Milano, con le quali si chiede agli organi competenti delle strutture coinvolte di adeguarsi alla legge e in particolare di rispettare l’obbligo di assicurare “massima pubblicità” alla stessa, dandone adeguata informazione sui siti internet e nelle bacheche. Il tasso di risposta per le prime diffide inviate è stato pari al 33% (il 57% per gli istituti milanesi e il 18% per quelli della capitale): un terzo circa delle strutture interpellate ha infatti risposto alla nostra diffida pubblicando sul proprio sito internet un riferimento completo alla legge 413 e i moduli da compilare per dichiarare obiezione di coscienza. Per quattro delle strutture romane inadempienti che non si sono adeguate entro il limite di 30 giorni dal ricevimento della diffida sono stati depositati altrettanti esposti-denuncia presso la competente Procura della Repubblica ravvisando il reato di omissione di atti d’ufficio.

Prevediamo che sarà necessario depositare ulteriori denunce per fare in modo che l’ostruzionismo del sistema universitario italiano nei confronti dell’obiezione di coscienza alla sperimentazione animale abbia finalmente un termine. Nella maggior parte dei casi, infatti, la sola lettera di diffida non sortisce effetti positivi.

Chi volesse aiutarci può farlo iscrivendosi a “Parte in Causa” o versando un libero contributo, stampando e distribuendo il volantino che si può scaricare dal sito della campagna “Nulla da obiettare?”, segnalando situazioni di inosservanza della legge a info@parteincausa.orgoppure, se avvocato, fornendo assistenza legale a titolo volontario.

Maria Giovanna Devetag

segretaria di “Parte in Causa”

Sito della campagna “Nulla da obiettare?”: http://www.parteincausa.org/Pages/Nulladaobiettare.aspx

sito di “Parte in Causa”: http://www.parteincausa.org

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