Animali e PD: una relazione complicata?

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Oggi la Camera dei Deputati ha respinto per pochi voti un emendamento che avrebbe abolito la pratica dei richiami vivi per i cacciatori, piegandosi così agli interessi di una lobby potentissima che potrà continuare indisturbata a catturare questi piccoli volatili per poi detenerli in condizioni disumane. Qui un video della LIPU che mostra come vengono tenuti i volatili usati come richiami vivi dai cacciatori.

Contro l’emendamento si sono espressi la Lega Nord, Fratelli d’Italia e, tolti tre o quattro dissidenti, anche il PD, sostenuto in questo dal parere del Governo.

Giova ricordare che la pratica dei richiami vivi è vietata a livello europeo, ragione per la quale la Commissione europea ha già attivato nei confronti dell’Italia una procedura di infrazione, la numero 2006/2014 (maggiori informazioni a riguardo si trovano sul sito della Lega Italiana Protezione Uccelli). Con la procedura, la Commissione chiarisce che l’Italia è venuta meno agli obblighi della direttiva Uccelli e chiede al Governo Italiano di sanare con urgenza la situazione.

Nulla di tutto ciò è avvenuto oggi alla Camera. In spregio alle direttive oltre che alle tremende sofferenze inflitte a questi volatili, il Governo e il PD intendono lasciare tutto così com’è, inchinandosi agli interessi di una lobby che rivendica con orgoglio la liceità dell’attività venatoria quale autentica espressione di cultura rurale e che arrogantemente chiede al Parlamento il mantenimento di pratiche barbare e arcaiche a proprio esclusivo beneficio. Si sa, pecunia non olet, e i voti dei cacciatori nemmeno.

Non vanno meglio le cose al Comune di Roma dove, a un anno dall’elezione di Ignazio Marino a sindaco della Capitale, una discussa delibera appena approvata dalla Giunta Capitolina determinerà la chiusura di ben tre canili comunali, giudicati non a norma e non adeguabili, e il drastico ridimensionamento della capacità ricettiva del più grande di questi, il canile della Muratella, che a seguito dei lavori di adeguamento potrà ospitare soltanto 250 cani a fronte dei 399 attuali. E i cani e gatti in esubero? La delibera stabilisce che questi animali vengano temporaneamente affidati a strutture private autorizzate, individuate nel territorio della regione Lazio con l’ausilio informativo delle ASL competenti, con scarsissime possibilità di controllo sulle loro condizioni di salute e detenzione e con ancora più scarse possibilità di pervenire a un numero minimamente soddisfacente di adozioni, data la proverbiale ritrosia dei canili privati a far accedere volontari e visitatori. Si aggiunga che la delibera è stata approvata senza alcuna consultazione con le associazioni animaliste che da anni si occupano della gestione dei canili del Comune. L’AVCPP (Associazione Volontari Canili di Porta Portese) sostiene inoltre di avere prodotto una contro-relazione sull’adeguabilità dei canili comunali alle nuove norme che perviene a conclusioni diverse de quelle cui è giunto il gruppo di lavoro cui è stato affidato l’incarico di valutazione tecnica da parte della Giunta. La documentazione non è stata minimamente presa in considerazione. Al momento sussiste inoltre un blocco degli ingressi in due delle strutture comunali che già mette in seria difficoltà gli operatori che non sanno dove portare gli animali feriti, e nulla si sa sul destino dei cani e gatti randagi in futuro, dato il piano di drastica diminuzione della capacità ricettiva complessiva delle strutture di accoglienza comunali. Aggiungiamo poi che quel “temporaneamente” riferito all’affidamento degli animali presso strutture private, in una città in cui i lavori pubblici hanno notoriamente durata biblica, suona come l’ennesima beffa.

A ciò si aggiunga la promessa (contenuta nel programma elettorale) di limitare la circolazione delle botticelle con cavalli alle sole aree verdi, puntualmente disattesa; l’assenza di qualsiasi iniziativa volta a disincentivare l’attendamento di circhi con animali; il taglio dei fondi al centro recupero fauna selvatica della LIPU, il taglio delle forniture di cibo alle colonie feline. Sembra proprio che laddove è presente il PD, non vi sia alcuno spazio per gli interessi degli animali e, dove c’è invece la volontà di tutelarli, il PD preferisca guardare altrove.

Non sono stata tra coloro che ritenevano Marino insensibile ai diritti animali in quanto “vivisettore”. Signor Sindaco, non mi costringa a ricredermi.

Maria Giovanna Devetag

 

 

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