Auguri Marco (e un invito a chi vuole “esserci”)

pannellaCapita spesso alle persone che cambiano il mondo di essere poco o nulla ascoltate dai potenti e prepotenti del proprio tempo. Questo è anche il destino di Marco Pannella – una vita di apprezzamenti di circostanza e di facciata da parte di più o meno chiunque, ma allo stesso tempo una vita di censura, una vita di battaglie condotte in solitudine, una vita di vittorie strappate al potere con la fermezza e la durata di chi è disposto a mettere in gioco il proprio corpo per restituire, soprattutto a chi si è sempre visto negare la possibilità di conoscerlo, una manciata di diritti e libertà in più.

Come da copione, in questi giorni difficili, sono molti i politicanti di ogni schieramento – e non li citerò, non lo meritano – che decidono di andarlo a trovare o di telefonargli, dimostrandogli apprezzamento, magari in favore di telecamera. Non manca nemmeno l’attenzione della stampa, come sempre più preoccupata per lo stato di salute di Pannella che non delle sue battaglie. Battaglie che nonostante la sua condizione non ha smesso di combattere. Giornalisti, politici e opinionisti – quelli che non smettono evidenziare l’ipocrisia di chi gli ha fatto visita, ma non l’ha mai voluto ascoltare – non ci hanno risparmiato nemmeno il solito tormentone, “nominatelo senatore a vita”, dimostrando di essere i primi a non averlo mai ascoltato, perché Pannella un “regalo” dal regime partitocratico che ha sempre combattuto, non lo ha mai voluto. Non la nomina a senatore a vita, ma la possibilità di essere conosciuto e magari votato, questo avrebbe voluto e tutti insieme – quelli che oggi vanno a trovarlo e parlano di lui – glielo hanno negato, sempre. Avrebbe voluto vedere garantito il diritto dei cittadini di ascoltare le sue proposte, di poterle conoscere e giudicare – ma pure a loro questo diritto è stato negato, sempre.

Che dire a chi ci tiene a “esserci” in questi giorni? Volete stargli vicino, volete concedervi e concedergli l’onore di percorrere un pezzo di strada da “compagni”, occupatevi di stato di diritto, di diritto alla conoscenza, di legalità, di diritti, di libertà  e, magari, iscrivetevi ai soggetti e alle associazioni radicali che se ne occupano. Non preoccupatevi per Marco Pannella, ma occupatevi di ciò che gli è sempre stato a cuore, questo è l’unico riconoscimento che, da radicale, sarebbe lieto di ricevere.

Auguri Marco,
auguri e buona lotta nonviolenta a tutte e tutti noi,

Mattia Da Re
Segretario di Parte in Causa – Associazione Radicale Antispecista

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