Promuovere l’alimentazione veg è una scelta di buon senso per le istituzioni

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La scelta di Chiara Appendino di inserire nel Programma di Governo della Città di Torino la “promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale, come atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali attraverso interventi di sensibilizzazione sul territorioè una scelta di semplice buon senso.

È scientificamente provato che la produzione di carne e derivati comporta consumo di risorse e inquinamento esponenzialmente superiori rispetto alla produzione di cibi di origine vegetale, per questo, anche senza considerare i risvolti etici delle scelte alimentarti (a partire dalla tanto ovvia quanto rimossa verità che mangiare carne significa produrre, schiavizzare e uccidere esseri senzienti), promuovere stili di vita a basso impatto ambientale significa tutelare la salute pubblica (non solo di chi la carne la mangia, ma anche di chi non la mangia ed è costretto a subire l’inquinamento provocato dalla produzione di carne), che è un dei precisi compiti di un sindaco.

Fulvio Griffa, presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi, sostiene che “le priorità sono altre e le nostre scelte alimentari non riguardano la politica”. Griffa scorda però che, dal più piccolo paese di provincia alla più grande città, tutte le amministrazioni patrocinano eventi o organizzano sagre ispirate a prodotti tipici locali, promuovendo scelte alimentari spesso dannose per la salute, a forte impatto ambientale e insensibili di fronte alla morte degli animali non umani. Chiara Appendino ha fatto una scelta politica diversa, la sua amministrazione promuoverà abitudini alimentari che – come confermano gli studi scientifici – risultano essere più salutari, più ecosostenibili e soprattutto sono radicalmente nonviolente.

Nel pieno di una campagna mediatica contro l’alimentazione vegan – i cui mantra vengono ripresi anche da Luigi Frasca, presidente di Assomacellai, che chiede che “se ci saranno delle campagne di sensibilizzazione sulla dieta a base di frutta e verdura, si parli anche dell’alimentazione vegana che per un bambino può essere dannosa” – accogliamo con favore la coraggiosa scelta dell’amministrazione torinese, con la speranza che altri amministratori locali vogliano seguirne l’esempio, fornendo ai propri cittadini elementi di conoscenza fondamentali per smontare i pregiudizi che si reggono su una diffusa ignoranza ecologica, alimentare ed etica.

Mattia Da Re
Segretario di Parte in Causa – Associazione Radicale Antispecista

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